cannibalizzazione delle parole chiave

Identificare ed eliminare la cannibalizzazione delle parole chiave per migliorare il SEO

Identificare ed eliminare la cannibalizzazione delle parole chiave per migliorare il SEO è un problema complesso.

Molti pensano che più pagine nel sito abbiano come obiettivo (targeting) una determinata parola chiave, migliore sarà la posizione del sito nei motori di ricerca.

Ad esempio, vendo orologi e creo più articoli che insistono sulla parola chiave “orologi uomo”.

Questo malinteso nasce dal fatto che si pensa che più pagine ci siano a strombazzare sullo stesso argomento, più è facile che Google “veda” queste parole chiave e porti il tuo sito in alto.

Non solo questo è falso ma accade esattamente il contrario. Quando l’algoritmo di Google si accorge che il tuo sito ha queste ripetizioni – in gergo si chiama cannibalizzazione delle parole chiave – ti sbatte giù in fondo nel dimenticatoio.

Perché?

Il motivo è semplice: quando hai più pagine che concorrono per la stessa parola chiave, stai effettivamente facendo concorrenza a te stesso.

Di conseguenza, ogni pagina ha un CTR inferiore, un’autorità ridotta e tassi di conversione inferiori rispetto ad una pagina consolidata.

Cosa è il CTR?

IL CTR – Click Through Rate (percentuale di clic) è il rapporto tra gli utenti che fanno clic su un collegamento specifico e il numero di utenti totali che visualizzano una pagina. Questo parametro è utilizzato per misurare il successo di una pagina web o di una campagna pubblicitaria online per un determinato sito Web o di una campagne pubblicitaria via e-mail.

Perché si dice cannibalizzazione delle parole chiave?

Perché se impieghi questa tecnica stai “Cannibalizzando” i tuoi risultati, ti stai mangiando, stai quindi frazionando CTR, link, contenuti e conversioni su più pagine quando invece la pagina dovrebbe essere solo una.

Questo sistema non mostra a Google l’ampiezza o la profondità della conoscenza di un sito – quindi della validità dell’informazione che contiene – e di conseguenza non migliora l’autorità di quel sito per quella specifica richiesta dell’utente (query).

In questo modo, stai chiedendo a Google di considerare quale tra le pagine su cui quella parola chiave esiste ed insiste ritenga essere la più corrispondente alle intenzioni di ricerca dell’utente.

Se vendiamo orologi, appunto, e “orologi” è l’unica parola chiave scelta come target, a Google stiamo dicendo che ogni pagina del sito riguarda “orologi” indipendentemente dal fatto che si tratti di orologi da uomo, orologi da donna, orologi subacquei, orologi da tasca, etc.

Sono ravvisabili almeno 6 effetti negativi dell’impiego di questa tecnica

La cannibalizzazione delle parole chiave ha conseguenze disastrose per il SEO.

Le conseguenze pratiche sono: perdita del traffico sul sito, query che portano alla pagina sbagliata, fluttuazione del sito nelle classifiche SERP, che ovviamente portano a meno visite sul sito.

1. Calo della pagina web e quindi del sito

Invece di avere una pagina altamente autorevole, si sta frazionando il CTR in più pagine moderatamente pertinenti.

In sostanza, stiamo creando concorrenza tra le pagine del sito e questo comporta confusione e quindi decrescita nelle classifiche del motore di ricerca.

2. Diluizione dei link e del testo di ancoraggio

I backlink che potrebbero essere andati a una fonte di informazione consolidata vengono ora suddivisi tra due (o più) pagine.

Allo stesso modo, il testo di ancoraggio e i collegamenti interni conducono i visitatori a più pagine diverse anziché a una pagina autorevole sull’argomento.

3. Google può svalutare la pagina più pertinente

Le parole chiave sono uno dei modi principali con cui aiutiamo Google a capire di cosa parla il nostro sito.

Se tutte le tue parole chiave sono uguali, Google cerca di capire quale pagina è la più adatta e se i tuoi contenuti sono troppo simili, l’algoritmo lo considera come poco interessante e svaluta di conseguenza la pagina e quindi il sito. Morale, perdi posizioni nella classifica.

4. Stai sperperando il tuo budget

Il budget di ricerca per indicizzazione è il numero di volte in cui uno spider dei motori di ricerca esegue la scansione del sito Web in un determinato periodo di tempo.

La presenza di più pagine dedicate alla stessa parola chiave comporta la scansione e l’indicizzazione di pagine non necessarie.

Nota: i siti di piccole dimensioni probabilmente non noteranno alcuna differenza o non dovranno mai preoccuparsi del loro budget di scansione, ma i siti di e-commerce di grandi dimensioni, oppure quelli che contengono molte informazioni come ad esempio un blog, subiranno conseguenze disastrose.

5. È un segno di scarsa qualità della pagina

Più pagine indirizzate alla stessa parola chiave indicano agli utenti che i tuoi contenuti sono probabilmente diluiti in più pagine; ciò inoltre segnala a Google che i tuoi contenuti potrebbero non corrispondere alle tue parole chiave su ciascuna pagina. Come l’algoritmo riceve questo segnale, considera subito il sito come di scarsa qualità. Molti pensano che la qualità di un sito risieda solo nella bellezza grafica, non è così purtroppo.

6. Il tasso di conversione ne soffrirà parecchio

Inevitabilmente una delle tue pagine verrà convertita meglio delle altre. Invece di indirizzare nuovi visitatori su quella pagina e renderla la pagina più autorevole possibile, stai invece perdendo potenziali contatti quando arrivano su pagine meno pertinenti.

Il tasso di conversione ha un’importanza capitale nell’economia di un sito, perché è il parametro che ci dice quanti visitatori di quella pagina si sono poi trasformati in clienti. Ancora una volta, non basta fare un sito graficamente bello, bisogna che i contenuti siano ben sistemati e che siano di importanza per gli utenti che compiono le ricerche.

Come identificare il problema.

Una volta identificato il problema, correggere la cannibalizzazione delle parole chiave è facile.

Crea semplicemente un foglio di calcolo che elenca tutti gli URL importanti del tuo sito e le parole chiave associate.

Ad esempio, rimanendo al sito che vendeorologi, il foglio di calcolo potrebbe apparire così:

URLPAROLE CHIAVE
miositoorologi.com/orologiorologi
miositoorologi.com/orologiuomoorologi uomo
miositoorologi.com/orologidonnaorologi donna
miositoorologi.com/orologipareteorologi da parete
miositoorologi.com/orologitascabiliorologi da tasca

Ci sono anche alcuni strumenti che fanno questo lavoro chiamati key mapping tools.

Dopo aver elencato gli URL e le loro parole chiave, scorri l’elenco e cerca eventuali voci duplicate.

Se ne noti qualcuno, soprattutto nelle pagine principali, è probabile che il sito sia affetto da cannibalizzazione di parole chiave.

Come sistemare le pagine.

La cannibalizzazione delle parole chiave può verificarsi anche se le meta informazioni nei tag del titolo sembrano indirizzare la stessa parola chiave, quindi ricontrolla anche quelle.

Se si utilizza uno strumento di tracciamento del ranking, si può usare anche per cercare contenuti e parole chiave erroneamente applicati alla pagina sbagliata.

Ad, esempio, potreste fare uso di strumenti come AHREFS, SEMRUSH, WORDTRACKER, o altri.

Come risolvere la cannibalizzazione delle parole chiave

La soluzione dipende dalla radice del problema.

Il più delle volte, il problema riguarda semplicemente l’organizzazione, nei casi particolarmente ostici potrebbe essere necessario rivedere le pagine, magari effettuare dei redirect di tipo 301 o creare nuove landing page. Se necessario reindirizzare le pagine vi segnalo il tutorial di Wikihow

Elenco qui 5 possibili soluzioni.

1. Ristrutturare il sito web

La soluzione più semplice è spesso quella di prendere la pagina più autorevole e trasformarla in una pagina di destinazione (landing page) che si collega ad altre pagine (varianti) che rientrano nell’ambito delle parole chiave mirate.

Se torniamo al nostro esempio di sito di orologi, potrebbe essere sensato rendere “orologi” la nostra pagina di origine canonica e collegare tutte le varianti più specifiche a questa pagina.

2. Creare nuove pagine di destinazione

Il sito potrebbe essere strutturato, anche appositamente, in modo da non avere una landing page che consolida tutte le pagine dei prodotti o contenuti in un unico posto.

In questo caso, è bene creare una pagina di destinazione unica da utilizzare come pagina di origine autorevole e collegare tutte le pagine varianti da questa pagina.

Nel nostro esempio, potremmo creare una pagina chiamata “orologi da parete” e un’altra chiamata “orologi da parete per ufficio”.

3. Consolidare il contenuto del sito

Se le pagine non sono abbastanza uniche da giustificare la presenza di più pagine destinate alla stessa parola chiave, è bene prendere in considerazione la possibilità di combinarle in un’unica pagina.

Si prendono ad esempio due pagine poco significative e le si trasforma in un’unica fonte di informazione più autorevole. Questa tecnica migliora decisamente la qualità del contenuto perché offre un’informazione più organica e significativa, atteso che ciò che contiene sia di effettiva utilità.

4. Trovare nuove parole chiave

Se il problema invece è una strategia di parole chiave male pianificata, è bene trovare nuove parole chiave.

Bisogna assicurarsi solo che le nuove parole chiave descrivano accuratamente i contenuti della pagina.

5. Utilizzare reindirizzamenti 301

Mentre in genere sconsiglio di utilizzare troppi 301 perché possono dare vari errori, potrebbero essere necessario si disponiamo già di più pagine classificate per gli stessi termini, ovvero parole chiave.

L’uso di 301 consente di consolidare i contenuti cannibalizzati collegando tutte le pagine meno rilevanti a una singola versione più autorevole.

Tuttavia, questa tattica è adatta solo per pagine con contenuti simili e corrispondenti a query con parole chiave specifiche.

Conclusioni.

Queste cinque soluzioni risolvono la maggior parte dei casi di cannibalizzazione delle parole chiave, ma se gestiamo un sito di e-commerce, dobbiamo prestare particolare attenzione a notare come il sistema, quindi il CMS in uso, separa i prodotti con dimensioni e colori variabili. Alcuni programmi CMS creano pagine separate per ogni variazione di prodotto, ad esempio.

Se il CMS organizza i prodotti in questo modo, bisogna limitare l’indicizzazione delle pagine duplicate utilizzando i tag robots.txt o <meta name = “robots” content = “noindex”>, oppure utilizzare gli URL canonici per consolidare i collegamenti per il contenuto duplicato.

Fatto sta, che questo è uno di quei problemi che può impedire al tuo sito di classificarsi bene su Google.