GOOGLE BERT

Bert: Il nuovo aggiornamento Google spiegato in modo semplice

Il nuovo aggiornamento BERT di Google inciderà per il 10% su tutte le ricerche. Scopri tutto quello che devi sapere!

Google ha appena annunciato il suo ultimo aggiornamento dell’algoritmo del suo motore di ricerca, cui è stato dato il nome di BERT.

L’aggiornamento Google BERT è stato annunciato il 24 ottobre 2019, ma ha riferito che è già stato lanciato da alcuni giorni.

Secondo il comunicato, Google afferma che BERT influenzerà il 10% delle query – ricerche – Ciò significa che siamo di fronte ad uno dei più grandi aggiornamenti di Google degli ultimi 5 anni!

Definizione

BERT è l’acronimo di “Bidirectional Encoder Representations from Transformers” ovvero, “Rappresentazioni di encoder bidirezionali da trasformatori” ed è una “tecnica di rete neurale pre-training di elaborazione del linguaggio naturale (NLP)” …

Google Inc.

Se la definizione risulta piuttosto fumosa, cercheremo ora di rendere il concetto in modo semplice per tutti.

In cosa consiste questo aggiornamento?

Fondamentalmente, questo aggiornamento si concentra sull’interpretazione migliore dell’intento delle query di ricerca. Vale a dire, tenta di interpretare al meglio l’intenzione dell’utente quando imposta parole chiave per operare la sua ricerca.

Invece di indagare la query di ricerca dell’utente parola per parola, BERT consente a Google di interpretare meglio l’intera frase per dare al ricercatore risultati più accurati.

Lievi modifiche o anche semplici parole in una query di ricerca possono alterare notevolmente l’intento di ricerca.

Con questo nuovo aggiornamento, Google sta migliorando la sua capacità di interpretare ciò che gli utenti stanno veramente cercando quando interrogano il suo motore.

Google ha presentato alcuni esempi nel suo comunicato:

Esempio 1:

In questo esempio, Google mostra come i risultati della ricerca cambiano quando si interpreta il caso in cui un utente è alla ricerca di informazioni su come viaggiare negli Stati Uniti anziché dagli Stati Uniti.

Google Bert Query Brazil to USA

Esempio 2:

In questo secondo esempio, Google ha precedentemente identificato la parola “stand” e l’ha abbinata a “stand-alone” che era la versione errata della parola per questa query.

In questa ricerca, l’utente chiede: “gli estetisti lavorano molto”. In precedenza, Google adottava un approccio di corrispondenza delle parole chiave, abbinando il termine “stand-alone” nel risultato con la parola “stand” nella query. Ma questo non è l’uso corretto della parola “stand” nel contesto. Il modello BERT, “comprende” che “stand” è legato al concetto delle esigenze fisiche di un lavoro e mostra una risposta più utile.

Google Bert

Come si può facilmente osservare, i risultati cambiano in base a una migliore interpretazione di ciò che l’utente sta effettivamente cercando.

Cosa significa questo per il vostro SEO?

La cosa più importante da considerare è monitorare il traffico del vostro sito. Notate se nelle prossime settimane, o anche giorni, ci sono flessioni o magari invece incrementi.

La cosa buona è che questo non è un algoritmo che penalizza nessuno – È solo pensato per comprendere meglio la query dell’utente e l’intento di ricerca.

Il modo migliore per assicurarsi di trarre vantaggio da questo aggiornamento è avere contenuti che rispondano alle domande del vostro pubblico di destinazione.

Mi aspetto che i siti che hanno un buon contenuto sotto forma di guide ben scritte e di lunga durata siano quelli che traggono maggior vantaggio da BERT.

Cosa fare se il traffico diminuisce?

Se notate un calo del traffico nel vostro sito, consiglierei di non apportare cambiamenti importanti fino a quando le cose si stabilizzano. Vale a dire, le conseguenze, si potranno apprezzare meglio nelle prossime settimane.

Infatti, Google non è nuovo a rilasciare aggiornamenti che poi però annulla, o modifica nei mesi successivi.

Se tuttavia notate un calo drastico, allora potete usare questi accorgimenti.

  1. Identificate le query o le parole chiave che stanno causando la diminuzione del traffico:

Andate alla console di ricerca di Google ed eseguite un rapporto di confronto. Seguite le specifiche d’uso di Google o chiedete ad esperti se non riuscite a risolvere da soli.

Ciò che dovete fare è clic sulle query e osservare per quale tipo di query avete perso traffico. Dalla lista riportata vi accorgete quali query di ricerca dovete esaminare.

GOOGLE BERT - SEARCH QUERY

Esistono anche altri software per fare questo oltre Google Search Console, usate quello con cui vi trovate meglio.

  1. Determinate cosa sta classificando ora il motore di Google.

Cercate le query in Google e scoprite quali tipi di contenuti sono classificati ora al posto dei precedenti per cui vi classificate bene nel motore di ricerca.

È un tipo di contenuto diverso?
Sta riportando un punto di vista diverso?
Sta rispondendo ad una domanda leggermente diversa?

  1. Modificate il del contenuto

Modificate i contenuti in modo che corrispondano a quelli che ora sono in classifica o create nuovi contenuti corrispondenti.

Google mostra sempre quello che vuole, quindi tutto quello che dovete fare è modellare i contenuti in base a ciò che Google preferisce!

A questo proposito, ricordate sempre una regola d’oro: Scrivete avendo in testa i vostri lettori, non il motore di ricerca di Google.

In Conclusione

Il nuovo aggiornamento Google BERT potrebbe essere uno dei più significativi degli ultimi 5 anni per quanto riguarda il SEO – ottimizzazione dei contenuti per la migliore resa nel motore di ricerca.

Non c’è nulla di cui preoccuparsi perché questo aggiornamento non è focalizzato su alcun tipo di comportamento che può portare ad una penalizzazione. Invece, si concentra sulla comprensione migliore delle intenzioni di ricerca da parte dell’utente.

Ciò che è importante da capire – che è quello che Google ci vuol dire con BERT – è che è sempre più importante produrre contenuti che aiutino gli utenti a capire gli argomenti per cui compiono le ricerche. In altre parole, scrivete affinché i vostri utenti siano perfettamente in grado di comprendere e non preoccupatevi di Google.

Photo by Rajeshwar Bachu on Unsplash